La commissione Liturgia si presenta

Dallo scorso mese di maggio la Commissione per la Liturgia ha iniziato il suo cammino. Essa e costItuIta da una decina di persone della nostra comunità che, sotto la guida di don Claudio, si occupano di rendere più vero e autentico uno dei momenti più importanti della vita cristiana, quello della “Parola Celebrata” che ha la sua espressione nella Liturgia.

Può sembrare strano che dei laici si interroghino su questo tema, da sempre

appannaggio esclusivo delle persone consacrate, in realtà la Liturgia è azione di tutta la comunità (presieduta dal Sacerdote) e questo sollecita anche noi laici ad intervenire per rendere le celebrazioni liturgiche sempre più vere e inserite nel tempo presente.

Ciò ha richiesto un lavoro di preparazione da parte nostra: in questi mesi si sono infatti

presi in esame alcuni documenti riguardanti la Liturgia. Il primo documento che abbiamo approfondito è il “Sacrosanctum Concilium “, documento conciliare (del ’63) di natura dogmatica in cui vengono tracciate le linee che sono state poi seguite nelle celebrazioni liturgiche degli anni del post-Concilio. Dalla lettura di questo documento sono emerse le seguenti riflessioni:

– La Liturgia è l’elemento essenziale per esprimere la natura della Chiesa in cui “ciò che è umano è subordinato al divino, il visibile all’invisibile, l’azione alla contemplazione”.

– Elemento fondamentale della Liturgia è la celebrazione dell’Eucarestia in cui si opera la salvezza annunciata dagli Apostoli e in cui si esplica l’azione sacerdotale di Cristo.

Tutta la comunità cristiana celebra l’Eucarestia come momento di unità atemporale con tutti i credenti.

– La Liturgia non esaurisce l’azione della Chiesa ma deve essere continuamente rapportata

all’esercizio della carità. Si sottolinea l’esigenza dell’uomo moderno (troppo legato al “fare”) di imparare di nuovo a contemplare, di prepararsi personalmente prima di ogni celebrazione e di riscoprire il significato dei gesti che in essa si svolgono.

Il secondo documento studiato è stato la nota pastorale della C.E.I. “Il giorno del Signore”, riguardante la Liturgia della domenica. A nessuno sfugge infatti il cambiamento che sta subendo questo giorno. In un passato relativamente recente la “santificazione” della domenica era facilitata quasi dall’organizzazione stessa della società civile che prevedeva

il riposo domenicale come punto fermo nella normativa delle varie attività lavorative.

Oggi invece l’evoluzione delle condizioni socio-economiche ha finito per modificare profondamente i comportamenti collettivi e la fisionomia della domenica è cambiata. A noi cristiani è comunque chiesto di non confondere la celebrazione del giorno del Signore col “fine settimana” inteso fondamentalmente come giorno di semplice riposo o di evasione. Anche il concetto di comunità cristiana va riscoperto: essa infatti non deve essere solo un gruppo di individui che hanno lo stesso credo ma un insieme di persone che si conoscono, che sanno gioire e soffrire insieme e che esprime la sua unione fraterna durante le celebrazioni liturgiche.

(Articolo tratto da “Comunità” Mensile della comunità di S. Eufemia, n.9 – Novembre 2001)