«L’educazione alla vita comincia sulle strade»

«Non è soltanto educazione stradale… è educazione alla vita», spiegano Fabrizio Salatini e Alberto Vergine, organizzatori dei corsi della Scuola di Guida Sicura.

«Acquisendo alcuni comportamenti fondamentali, molte tragedie potrebbero essere evitate». E il pensiero corre subito a giornate come quelle della Pasqua appena trascorsa, segnati proprio da pesanti tragedie sulle strade.Pensati per consentire ai giovani di affinare le loro competenze alla guida sperimentando, in condizioni di assoluta sicurezza, l’adozione di alcune manovre di «emergenza», i corsi si rivolgono in particolare ai neopatentati e, da quest’anno, agli scooteristi. In larga misura, dunque, agli studenti.

«Ma c’è una nota stonata — confidano, con profondo rammarico, gli organizzatori — dalla scuola, a tutt’oggi, sono pervenute solo tre iscrizioni, nonostante la campagna capillare di promozione (con circolari presentate da Promeco) sia partita a febbraio e sia stata ripetuta a più riprese. E’ un numero troppo esiguo. La nostra impressione è che nelle scuole non ci si sia soffermati adeguatamente sull’importanza dei corsi. Eppure, per legge, in ogni istituto è stato designato un referente di educazione stradale per informare gli alunni delle iniziative».

Secondo Salatini, insegnante per anni, «ciò che viene proposto dall’esterno della scuola, forse perché ci sono troppi impegni, spesso viene trattato con superficialità. Ma quando è in gioco la vita dei ragazzi, bisognerebbe stabilire delle priorità».

Di recente l’istruttore si è recato in alcune scuole ed ha potuto constatare in prima persona come molti studenti possiedano conoscenze appena approssimative sia del codice della strada, sia delle reazioni più opportune da tenere di fronte alle situazioni di pericolo.

«Chi guida uno scooter — commenta preoccupato — a volte non sa nemmeno come frenare: è quindi continuamente esposto al rischio. Lo scooter è di moda: per i ragazzi è importante averlo, ma molti non si preoccupano di saperlo controllare. E questa supponenza è deleteria». La crociata più ardua è quella per cambiare la mentalità: nell’ottica della prevenzione e non della cura, cui spesso si pensa, purtroppo, quando è ormai tardi.In ogni caso gli organizzatori dei corsi non desistono e rilanciano la loro proposta, in particolare alle scuole ma anche a genitori e ragazzi: «I corsi partiranno il 2 maggio, ma fino a metà mese accetteremo le iscrizioni». Il corso per automobilisti prevede 3-4 ore di teoria e 10 ore di pratica (in due giornate) e costa 250 mila lire per gli studenti e 360 mila lire per tutti gli altri; il corso per scooter invece comprende 3 ore di teoria e mezza giornata di pratica e costa solo 100 mila lire per gli studenti, 120 mila lire per gli altri (per i minorenni occorre l’autorizzazione dei genitori). Per informazioni ed iscrizioni si può telefonare al numero 0532/ 742656 oppure consultare il sito www.scuoladiguidasicura.com.

Salatini e Vergine non si stancano di ripetere come poche ore possano rivelarsi preziose, confortati anche dall’opinione di Andrea Canevaro, direttore del dipartimento di Scienze dell’educazione di Bologna, che in una lettera ha riconosciuto la validità della proposta educativa del progetto, auspicando una fattiva collaborazione. Così come dalla lettera di Nino Basaglia, primario dell’unità operativa di medicina riabilitativa dell’ospedale S. Giorgio: «Riterrei superfluo richiamare la gravità della problematica degli incidenti della strada e delle gravissime conseguenze che pesano enormemente sulla nostra società. Il progetto a Ferrara potrebbe integrarsi con le attività erogate dal nostro presidio di alta specialità neuroriabilitativa. Risulta infatti sempre più necessario completare la riabilitazione con un riaddestramento alla guida per soggetti disabili».

Parole che sono vere e proprie ‘medaglie’ appuntate all’impegno di chi, con appassionata convinzione, vuole promuovere la sicurezza. Ovvero la vita.

di Eleonora Rossi