Delle 6000 lingue presenti nel mondo, circa 3000 rischiano di sparire nei prossimi 50 anni

PERUGIA – «Ci sono 6.000 lingue nel mondo e, di queste, circa 3.000 rischiano di sparire nei prossimi 50 anni»: è il grido di allarme lanciato a Perugia dal ministro dell’ Istruzione, Letizia Moratti, intervenuta alla Giornata europea delle lingue, che si svolge contemporaneamente in 18 località del continente. Il capoluogo umbro è la città che ospita il principale evento in programma in Italia. Nel corso del suo intervento in un convegno internazionale sull’apprendimento delle lingue, il ministro Moratti ha poi rivolto un invito al forum permanente dell’informazione, «perchè torni ad occuparsi e a dare priorità alla cultura».

Il ministro ha ricordato

di avere già espresso alcuni anni fa la sua preoccupazione in merito alle 3.000 lingue in estinzione. Nel corso di una lezione alle Nazioni Unite aveva posto l’accento in merito all’importanza, da parte del mondo dell’informazione, di promuovere la diffusione delle lingue e «la conoscenza che attraverso di esse si instaura tra civilità e culture diverse». Proprio in quell’occasione aveva poi assunto l’incarico di organizzare una Giornata mondiale dell’informazione, poi divenuta, con il supporto delle Nazione Unite, il forum permanente dell’informazione. «Ho però visto – ha detto – progressivamente questo forum perdere quelle caratteristiche di valore culturale. Mi auguro che, anche purtroppo per i gravi avvenimenti di questi giorni, ma non solo per questo, torni ad occuparsi e a dare priorità alla cultura».

Abbiamo – ha aggiunto Moratti

– «tutti quegli strumenti che devono servire ad aiutare la comunicazione e il processo di comprensione e di pace perchè solo attraverso la comprensione delle diversità possiamo costruire una pace duratura. Queste 3.000 lingue che spariscono devono farci riflettere, come se cadessero nel nulla dei pezzi della nostra memoria, della nostra storia. Noi dobbiamo cercare di fare in modo che questo non avvenga, cercando di investire sul patrimonio linguistico». Poi, citando, il Convivio di Dante, «noi – ha aggiunto – abbiamo bisogno di più soli, il nostro sole, quello della nostra lingua, non basta».

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