6 novembre 2016

Centinaia di chiodi da cantiere in varie parti del campo e le serrature delle porte d’ingresso sigillate con il silicone. Qualcuno nella notte ha ridotto così lo Stadio Mirabello, per boicottare la prima partita del Sassuolo calcio femminile, ex Reggiana calcio femminile, nello storico impianto cittadino. Il match contro il Vittorio Veneto era in programma alle 14.30. Già le tifoserie della Reggiana avevano annunciato nei giorni scorsi una protesta perchè considerano un’offesa il fatto che una squadra ora di proprietà del Sassuolo giochi nella culla del calcio reggiano.

Ma qualcuno è andato ben oltre. Il custode quando è arrivato in mattinata ha trovato le porte sigillate e il campo cosparso di chiodi, probabilmente lanciati a secchiate. Un atto vandalico che ha messo in discussione il match. In via Matteotti è intervenuta subito la Digos, sono arrivati i dirigenti del Sassuolo calcio Femminile e quelli del Rugby Reggio, che gestiscono l’impianto.

‘Abbiamo preso atto di questa sciocchezza che è stata compiuta – spiega Giorgio Bergonzi, presidente di Rugby Reggio – lo sport dovrebbe superare queste cose’. Sono poi intervenuti i vigili del fuoco che in poco più di un’ora hanno liberato e messo in sicurezza il campo. Il commissario sportivo e l’arbitro hanno deciso di far disputare la gara, che si è conclusa con una sconfitta per il Sassuolo per 1-0 . I dirigenti del Sassuolo calcio Femminile e del Rugby Reggio hanno sporto denuncia e ora la Digos indagherà per individuare i responsabili.

Nel frattempo fuori si è svolta la protesta, pacifica, dei circa 200 tifosi granata. Cori, striscioni, persino un’applauso alle atlete del Vittorio Veneto quando sono entrate allo stadio. La maggior parte però ha preso le distanze dall’atto vandalico dei chiodi. Le tifoserie della Reggiana vorrebbero che si disputasse di sabato lo storico derby contro il Parma, sposato invece a lunedì 19 dicembre alle 14.30 per consentire di giocare al Mapei, di domenica, la partita tra Sassuolo e Inter. Il regolamento di serie A però non lo consente.

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