La misura cautelare in applicazione di un Regolamento Comunitario può essere transfrontaliera

Un tribunale italiano ha concesso per la prima volta una misura cautelare di efficacia transfrontaliera (cfr. sulla questione le misure transfrontaliere concesse dai tribunali olandesi in materia di brevetti).

Il caso verteva sulla richiesta di misura cautelare inoltrata al tribunale di Bolzano dal Consorzio per la promozione dello Speck dell’Alto Adige nei confronti del distributore, dell’importatore e del produttore (dei quali uno era austriaco e un altro tedesco) di un prosciutto affumicato che veniva venduto in Italia con il nome “Speck”, che è una Indicazione Geografica Protetta registrata e riconosciuta dall’Unione Europea ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari (il Regolamento sulle I.G.). Secondo questo Regolamento, le domande di registrazione di Indicazione Geografica devono essere corredate da una lista di caratteristiche del prodotto denominata “disciplinare di produzione”, che diviene in seguito parte del Regolamento col quale l’Unione Europea riconosce l’Indicazione Geografica registrata. Secondo il disciplinare di produzione dello Speck il confezionamento (e l’affettatura nel caso del confezionamento di prodotto già affettato) deve avvenire nella zona di produzione, la produzione deve essere seguita da appositi organismi di controllo, e il prodotto finale deve essere sottoposto a controllo di qualità. Considerato che il prodotto incriminato non rispondeva a tali requisiti, il tribunale ha ritenuto illecito l’uso sullo stesso della denominazione Speck ed ha concesso l’inibitoria contro tutte le parti convenute. Il tribunale ha ritenuto di avere giurisdizione anche sui convenuti non risiedenti in Italia, dal momento che il Regolamento sulle I.G. è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, e che qualsiasi tribunale europeo ne avrebbe parimenti sanzionato la violazione.

Le obiezioni delle parti convenute, che hanno citato le note sentenze britanniche nel caso del Prosciutto di Parma (vedi notizia sull’argomento), sono state respinte dal giudice in quanto, diversamente dal caso citato, nel caso dello Speck il disciplinare di produzione stesso era stato adottato come parte di un Regolamento comunitario (quello che riconosce lo Speck come Indicazione Geografica), e ciò rende le misure che ne sanzionano le violazioni applicabili in tutta la Comunità. Appare chiaro che questa misura transfrontaliera diverge da quelle (controverse) concesse in passato dai tribunali olandesi, i quali hanno dato per assunta la probabilità che le norme della Convenzione sul Brevetto Europeo sarebbero state attuate in modo equivalente nelle legislazioni di tutti gli Stati membri della Convenzione. Nel nostro caso, il tribunale di Bolzano ha semplicemente preso atto del fatto che poiché i Regolamenti comunitari sono applicabili direttamente in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, le norme del Regolamento sulle I.G. sono necessariamente identiche in ogni Stato membro, e danno origine a diritti esercitabili direttamente nei confronti di qualsiasi cittadino dell’Unione. Data questa differenza di base, l’esecuzione transfrontaliera di misure cautelari nel campo delle Indicazioni Geografiche può diventare una nuova risorsa e uno strumento utile per l’esercizio dei diritti connessi.

1 dicembre 1999