Oggetto: sopralluogo del 20/11/97.

In data 20/11/97 e’ stato effettuato un sopralluogo, congiuntamente al Presidio Multizonale di Prevenzione Sezione Fisica Ambientale di questa ULSS, su richiesta della lavoratrice gestante sig.ra ————————————-, al fine di valutare l’ambiente di lavoro dal punto di vista della presenza di campi elettromagnetici, causati dalla vicinanza di linee elettriche ad alta tensione.

L’azienda effettua prevalentemente attivita’ commerciale (importazione, deposito e vendita all’ingrosso di articoli vari) ed impiega 8 addetti.

L’edificio (costruito anteriormente al 92) si trova sotto le linee elettriche ad alta tensione (380 kV) Camin-Dolo e Camin-Dugale gestite dall’ENEL. Da notare che non e’ rispettata la distanza minima prevista dal DPCM del 23/4/92 di 28 m dalle linee a 380 kV, in quanto il capannone e’ alto circa 6,5 m, mentre l’altezza minima dei conduttori in quel tratto e’ di 17,8 m (dati ENEL).

All’esterno la maggiore elettricita’ dell’aria e’ avvertibile direttamente: si sente il rumore causato dall’alta tensione ed e’ frequente – soprattutto nelle giornate umide – il fenomeno delle scariche elettriche a terra. All’interno del fabbricato sono state eseguite misure di campo magnetico, i cui risultati sono riportati nella relazione del P.M.P. Sez. Fisica Amb. che si rimette in allegato.

Come si vede da tale relazione, sono stati riscontra valori di campo magnetico mediamente intorno ai 3 microTesla (µT) al piano terra (con punte fino ai 7 µT) ed ai 5 µT sul soppalco del magazzino (con punte fino agli 11 µT), valori che, se sono abbondantemente inferiori al limite di 100 µT previsto dal D.P.C.M del 23/4/92, sono anche molto superiori (circa 30-40 volte) ai valori riscontrati in ambienti “normali non collocati a ridosso di elettrodotti.

D’altra parte negli anni ’90 numerosi studi hanno avanzato l’ipotesi di un’associazione tra la residenza nei pressi di grandi elettrodotti e l’insorgere di gravi patologie (leucemie, tumori cerebrali) soprattutto nei bambini, anche in riferimento ad esposizioni prenatali.

Tali effetti a lungo termine sui quali si discute soprattutto in relazione alla possibilita’ di fissare un limite di sicurezza non sono presi in considerazione dal succitato limite di 100 µT, che tiene conto solo degli effetti acuti delle onde elettromagnetiche

Per tale motivo la Legge Regionale n° 27/93 fissava cautelativamente il limite di campo magnetico a 0,2 µT e la distanza minima dagli elettrodotti da 380 kV a 150 m.

Tale legge regionale e’ attualmente sospesa fino al 1/1/2000, perche’ considerata di problematica nazionale rispetto alla realta’ del territorio.

Per quanto sopra esposto, si ritiene opportuno che siano adottate le seguenti precauzioni.

Viene richiesta all’Ispettorato del Lavoro, da parte di questo Servizio, l’interdizione anticipata di gravidanza per la lavoratrice interessata, ai sensi dell’art. 3 della Legge 1204/71, in quanto l’ambiente di lavoro e’ da considerarsi pregiudizievole per la salute della donna e del bambino, in riferimento a:

distanza dell’edificio dagli elettrodotti inferiore a quella prevista per legge;

presenza di un campo magnetico molto piu’ elevato di quello che si riscontra un un normale ambiente d’ufficio, in uno stabile non collocato a ridosso di elettrodotti;

inevitabile riflesso psicologico negativo correlato al convincimento di dover trascorrere la gravidanza in un ambiente potenzialmente pericoloso (sia pure per effetti a lungo termine) per il proprio bambino.

Inoltre non e’ possibile lo spostamento della lavoratrice, poiche’ tutti gli uffici dello stabile hanno lo stesso problema e la ditta non ha altre sedi di lavoro.

E’ opportuno che il soppalco del magazzino dove si registra un’intensita’ di campo magnetico circa doppia del piano terra sia adibito unicamente a deposito e non a sede, neppure saltuaria, di lavoro.

Dato che le distanze dagli elettrodotti sono inferiori a quelle previste dal D.P.C.M. del 23/4/92, puo’ essere richiesto il risanamento all’ENEL, ai sensi dell’art. 7 del citato Decreto.

D.ssa Patrizia Corra’ Il Responsabile del Servizio

Dr. Franco Sarto