lunedì 17 maggio 2004, ore 18.13

Tutti con Rinaldini

Fiom a congresso domani e mercoledì. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil si riunirà al Teatro Pedrazzoli di Fabbrico per rinnovare gli organismi dirigenti ed eleggere i delegati alle assise regionali. Dieci anni di crescita ininterrotta della sua forza organizzata hanno fatto della Fiom reggiana un sindacato con oltre 12.600 iscritti. Per avere un termine di paragone, significa che oggi i lavoratori metalmeccanici che aderiscono alla Cgil sono quasi il doppio rispetto all’autunno caldo del 1969. Non solo: oltre il 90 per cento dei delegati eletti nelle Rappresentanze sindacali unitarie delle aziende della provincia ha in tasca la tessera della Fiom.

Numeri che parlano da soli e che dicono molto sull’insediamento e il dinamismo del sindacato guidato da Guido Mora. Non a caso, anche il leader nazionale della Fiom Gianni Rinaldini è cresciuto nella Camera del Lavoro di Reggio. Perchè, allora, un congresso anticipato? La ragione è presto detta. Negli ultimi anni il settore metalmeccanico ha vissuto una fase di aspra conflittualità culminata in due accordi separati, firmati solo da Fim e Uilm. Di fronte al rifiuto opposto dalle altre organizzazioni sindacali alla richiesta di sottoporre il nuovo contratto al voto vincolante dei lavoratori, la Fiom ha battuto la strada dei cosiddetti precontratti, cioè di accordi migliorativi strappati azienda per azienda.

Il risultato, nella nostra provincia, sono 84 precontratti in altrettante aziende che occupano complessivamente 7.200 lavoratori, con aumenti salariali mensili superiori di 30-35 euro rispetto a quelli riconosciuti dal contratto nazionale. Ma i frutti di questa vertenza sono ovviamente a macchia di leopardo.

A livello nazionale una parte della Fiom, che si riconosce nelle posizioni di Riccardo Nencini, paventa il rischio di ‘chiusure settarie’ e chiede un ripensamento di questa strategia. Posizioni largamente minoritarie all’interno della Fiom reggiana, dove i congressi di base hanno assegnato il 98 per cento dei voti all’altra mozione, quella che ha come primo firmatario proprio Rinaldini.

Gabriele Franzini