A differenza di molti altri capisco e condivido quasi in toto le parole del Presidente del Consiglio sulla scuola pubblica (non vorrei essere frainteso, non tutto è così). A ragione di questo volevo portare un esempio sulla mia esperienza scolastica, quando frequentavo (circa 30 anni fa) la classe 2b per ragionieri.

Discutendo con l’insegnante di lettere su alcuni avvenimenti storici della seconda guerra mondiale ci siamo trovati a parlare di Benito Mussolini e prendendo la parola per esprimere la mia opinione sul fatto che Mussolini non è stato solo un guerrafondaio, razzista, barbaro o quant’altro di peggio veniva elencato dall’insegnante, ma ha anche favorito (guarda guarda) il diritto allo studio per tutti, ha fatto una infinità di leggi pro-famiglie, è intervenuto per il benessere degli operai, oltre che per incentivare il turismo estero in Italia dando il via ad una serie di iniziative pubblicitarie, opere e lavori per creare e migliorare servizi ed infrastrutture. Eccetera eccetera.

Purtroppo questo mio intervento fatto con lo spirito ingenuo di un 15enne è stato quasi subito taciuto dall’insegnate. La prof. era uscita dall’era dei “sessantottini” così come il prof. di matematica e l’avvocato che insegnava geografia. Così creando una specie di associazione a “bocciare”, fui “segnato” per il resto dell’anno scolastico, dove nonostante i miei meriti scolastici venivo di fatto interrogato con domande ad hoc alle quali mi era difficile o non potevo rispondere, solo per affibbiarmi l’insufficienza che alla fine mi è stata fatale. L’anno dopo, esposte le mie lamentele al preside, fui cambiato di sezione.

Per dirle in un compito di italiano sulla pubblicità (del quale conservo ancora la mala copia) la prof. mi diede un bel “3, fuori tema”. Per non parlare di un compito di matematica che passai ad un altro mio compagno di classe. Lui prese dal 6/7 io dal 4/5. Il foglio del compito non fu mai trovato ed il prof. giustificò il fatto che lo aveva smarrito; nonostante la testimonianza del mio compagno davanti al preside nulla cambiò.

L’anno successivo nella nuova sezione e con altri insegnanti fu tutto diverso. Questi nuovi professori pur dello stesso istituto tecnico si meravigliarono più di una volta della mia bocciatura, anche perchè avevo una media di volti alta. Per esempio in italiano, praticamente sullo stesso argomento di tema sulla pubblicità, presi un 7 e mezzo e la media era oltre il 7, in storia e geografia quasi l’8 e in matematica avevo oltre la media dell’8! Ah, l’insegnante era un esponente della Dc locale di allora, ora è in provincia nel Pd.

Decimo Pilotto