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Comincia la stagione dei festival

Si apre venerdì 3 giugno la sedicesima edizione del festival delle Colline Torinesi, uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio dell’estate: il programma, come sempre, cerca di accostare gli spettacoli italiani con le produzioni straniere, le nuove realtà con le esperienze più consolidate. Due, quest’anno, le principali direzioni di ricerca: da un lato una serie di proposte – di varia natura – provenienti dalla Francia, dall’altro una spiccata attenzione per i gruppi che utilizzano parlate e accenti regionali.

L’evento-clou sarà probabilmente L’entêtement di Spregelburd diretto e recitato da Marcial Di Fonzo Bo ed Elise Vigier, (13 – 14, Teatro Astra di Torino). Sono intanto da vedere, in queste prime sere, Othello, c’est qui? della regista tedesca Monika Gintersdorfer, in cui un attore-danzatore africano spiega alla sua gente il mito del Moro (3 – 4, Cavallerizza Reale), Ouverture Alcina, in cui Ermanna Montanari reinterpreta la maga ariostesca in dialetto romagnolo (5-6, Cavallerizza Reale), e poi, fra gli emergenti, la forza espressiva di Fibre Parallele in Furie de sanghe (7-8, Cavallerizza Reale, recensione).

I testi di Rodrigo Garcìa sono sempre occasione di un proficuo spiazzamento intellettuale. Dovevate rimanere a casa, coglioni è il provocatorio titolo di un collage di cinque monologhi diversi, all’apparenza senza diretti legami tra loro, ma accomunati dallo stesso sguardo sconsolato sull’umanità odierna, uniformata, prona a mode e conformismi, nel consueto miscuglio di rabbia e tenerezza tipico dell’autore argentino: è in scena da martedì 7 all’Out Off di Milano, con la regia di Giuseppe Roselli.

Il Veneto, dal punto di vista teatrale, è oggi uno dei territori italiani più produttivi e ricchi di fermenti innovativi. Promette dunque bene la prima edizione di Sguardi, la rassegna-vetrina che si propone di documentare quanto di più vivo avviene nella regione. Da giovedì 9 a sabato 11 giugno verranno presentati in varie sedi veneziane ventiquattro titoli complessivi: undici spettacoli compiuti, due produzioni di gruppi under 30 e altri undici lavori in fieri, “studi” di una ventina di minuti. Fra i primi, da segnalare CIRCOPAROLA per voce, attrezzi e tendini, teatro-circo dei Pantakin, le Storie in tazza , uno spettacolo per bambini della compagnia La Piccionaia – I Carrara, un viaggio nella pittura di Picasso del TAM Teatromusica, Momo del Teatro del Lemming, Vite senza fine. Storie operaie del Novecento del burattinaio Gigio Brunello, The end dei Babilonia Teatri, Come uno scarafaggio sul marciapiede di Antonino Varvarà. I giovani sono Epimorph e l’ esordiente “Amor Vacui”.

di renato palazzi Comincia la stagione dei festival

27/05/2011